Analisi dei consumi elettrici: il primo passo per progettare un impianto fotovoltaico
analisi dei consumi elettrici: il primo passo per progettare un impianto fotovoltaico
La bolletta non va in vacanza.
Il rientro dalle ferie è spesso il momento in cui la casa torna a funzionare a pieno ritmo: si riprendono le abitudini quotidiane, aumentano le attività domestiche e i consumi elettrici tornano a distribuirsi tra cucina, lavatrici, climatizzazione, smart working, illuminazione, elettrodomestici e dispositivi elettronici.
Proprio per questo, settembre può essere un’occasione utile per guardare la bolletta con maggiore attenzione. Non solo per capire quanto si è pagato, ma soprattutto per capire come viene consumata l’energia.
Quando si valuta un impianto fotovoltaico residenziale, infatti, il dato economico da solo non basta. Per progettare correttamente l’impianto è necessario partire dai consumi elettrici reali dell’abitazione: quanta energia viene utilizzata durante l’anno, in quali momenti della giornata e con quali abitudini.
Solo così è possibile definire una potenza adeguata, stimare l’autoconsumo e valutare se un sistema di accumulo sia realmente utile.
Perche l'analisi dei consumi viene prima del preventivo?
come leggere i consumi in bolletta
Il primo dato da osservare è il consumo annuo in kWh, cioè la quantità di energia realmente utilizzata dall’abitazione in un anno.
Subito dopo è utile guardare la distribuzione dei consumi nelle fasce orarie:
F1: consumi nelle ore diurne dei giorni feriali;
F2: consumi nelle ore serali e in parte del sabato;
F3: consumi notturni, domeniche e festivi.
Di norma, le fasce F2 e F3 sono indicate separatamente; in alcune bollette, tuttavia, possono essere riportate insieme sotto la voce F23.
Questa distinzione aiuta a capire se l’abitazione consuma soprattutto nelle ore in cui il fotovoltaico produce, oppure nelle fasce in cui l’impianto produce poco o non produce.
Fascia F1 e autoconsumo diretto
Se una quota importante dei consumi avviene in F1, l’abitazione utilizza energia nelle ore in cui il fotovoltaico può produrre di più.
Questo è un dato positivo per la progettazione, perché aumenta il potenziale di autoconsumo diretto: l’energia prodotta viene utilizzata subito dalla casa, riducendo il prelievo dalla rete elettrica.
In questi casi, la priorità è dimensionare correttamente la potenza dell’impianto fotovoltaico.
Il sistema di accumulo può comunque essere valutato, ma non deve essere inserito in modo automatico. Se la casa riesce già a utilizzare molta energia durante il giorno, una batteria troppo grande potrebbe non migliorare in modo significativo la resa dell’impianto.
fasce f2 e f3: quando valutare l'accumulo
Se invece i consumi sono concentrati soprattutto in F2 e F3, significa che l’abitazione utilizza molta energia la sera, la notte, nel weekend o nei giorni festivi.
In queste fasce il fotovoltaico produce poco o non produce. Per questo può essere utile valutare un sistema di accumulo.
La batteria permette di conservare una parte dell’energia prodotta durante il giorno e utilizzarla nelle ore serali o notturne, aumentando l’autoconsumo e riducendo il prelievo dalla rete.
Anche in questo caso il dimensionamento è fondamentale. Una batteria troppo piccola potrebbe non coprire i consumi serali; una batteria troppo grande potrebbe invece rimanere sottoutilizzata.
da i consumi reali al corretto dimensionamento dell'impianto
L’analisi della bolletta serve a trasformare i consumi in indicazioni progettuali.
Prima di proporre un impianto fotovoltaico è utile valutare:
- consumo annuo in kWh;
- distribuzione tra F1, F2 e F3;
- presenza di consumi diurni;
- presenza di consumi serali o notturni;
- potenza impegnata del contatore;
- eventuale pompa di calore, climatizzazione, piano a induzione o auto elettrica;
- possibilità di spostare alcuni consumi nelle ore di produzione solare;
- esposizione, orientamento e ombreggiamenti del tetto.
Questi elementi aiutano a definire la potenza dell’impianto, stimare l’autoconsumo atteso e valutare l’eventuale sistema di accumulo.
La domanda corretta non è soltanto:
“Quanti pannelli posso installare?”
La domanda più utile è:
“Quale impianto risponde meglio ai consumi reali della mia abitazione?”
Conclusione
Un impianto fotovoltaico ben progettato nasce dall’analisi dei consumi elettrici reali.
Il consumo annuo indica quanta energia utilizza la casa. Le fasce F1, F2 e F3 aiutano invece a capire quando questa energia viene consumata.
Se i consumi sono elevati in F1, il fotovoltaico può valorizzare maggiormente l’autoconsumo diretto. Se invece i consumi si concentrano nelle fasce serali, notturne o festive, il sistema di accumulo può diventare una soluzione da valutare con attenzione.
Per questo motivo, prima di scegliere potenza dell’impianto, numero di pannelli o capacità della batteria, è importante partire da una lettura corretta della bolletta e delle abitudini energetiche della famiglia.
Con Sassi Impianti, ogni progetto nasce da un’analisi attenta dei consumi reali e delle caratteristiche dell’abitazione. Dal sopralluogo alla progettazione dell’impianto fotovoltaico, dall’installazione al monitoraggio e all’assistenza post-installazione, seguiamo ogni fase con l’obiettivo di realizzare una soluzione efficiente, su misura e capace di rispondere alle esigenze della famiglia nel tempo.